Parigi in 4 giorni è il tempo ideale per immergersi nell’atmosfera della capitale francese e visitare le sue attrazioni più famose senza rinunciare ad alcuni angoli meno conosciuti. Elegante, romantica e ricca di storia, offre così tante cose da fare che organizzare il viaggio può sembrare complicato, soprattutto se è la prima volta.
Noi l’abbiamo visitata nell’aprile del 2022, durante quello che è stato il nostro primo viaggio insieme. In quattro giorni abbiamo percorso oltre 30.000 passi al giorno, visitando monumenti simbolo come la Torre Eiffel e Notre-Dame, passeggiando tra i vicoli di Montmartre e scoprendo quartieri che ci sono rimasti nel cuore.
In questa guida non troverai un semplice elenco di attrazioni, ma il racconto della nostra esperienza, con consigli pratici, piccoli errori da evitare, luoghi che ci hanno sorpreso e suggerimenti utili per organizzare al meglio la visita.
Spero che il nostro itinerario e i consigli raccolti durante il viaggio possano esserti utili per vivere Parigi con la stessa curiosità con cui l’abbiamo scoperta noi.
Il nostro viaggio in breve
| Durata | 4 giorni |
| Periodo | Fine aprile |
| Aeroporto | Beauvais |
| Trasferimento | Bus + metro |
| Come muoversi | Metro e a piedi |
| Passi al giorno | Circa 30.000 |
| Ideale per | Coppie, primo viaggio a Parigi, weekend lungo |
Quattro giorni a Parigi bastano?

Sì, secondo la nostra esperienza quattro giorni sono sufficienti per vedere le principali attrazioni della città senza dover correre continuamente.
Naturalmente una settimana permetterebbe di visitare anche musei meno conosciuti, quartieri alternativi e dedicare più tempo allo shopping o alle passeggiate lungo la Senna. Tuttavia, se è la tua prima volta a Parigi, quattro giorni rappresentano un ottimo compromesso.
Noi siamo riusciti a visitare la Torre Eiffel, Notre-Dame, Montmartre, il Quartiere Latino, il Musée d’Orsay, il Louvre (anche se solo dall’esterno), gli Champs-Élysées, l’Arco di Trionfo e a concederci perfino una crociera sulla Senna.
Il nostro consiglio è quello di non riempire le giornate con troppe tappe: Parigi è una città da vivere anche passeggiando, fermandosi in un bistrot o semplicemente sedendosi in un parco ad osservare la vita che scorre.
Come organizzare un viaggio di 4 giorni a Parigi

Organizzare un viaggio a Parigi è piuttosto semplice, soprattutto se parti dall’Italia. Noi abbiamo visitato la città a fine aprile, un periodo che ci sentiamo di consigliare: le temperature erano piacevoli, le giornate già abbastanza lunghe e i parchi iniziavano a riempirsi di fiori e persone che si godevano il sole.
L’unica cosa che farei diversamente? Prenotare con maggiore anticipo alcune attrazioni, come la Torre Eiffel, per evitare lunghe code.
Come arrivare a Parigi
Noi siamo partiti da Roma con un volo Ryanair atterrando all’aeroporto di Parigi Beauvais, uno degli scali utilizzati dalle compagnie low cost.
Da lì abbiamo preso il bus navetta diretto fino a Porte Maillot, da dove abbiamo raggiunto il nostro hotel in metropolitana.
Il trasferimento è stato semplice e ben organizzato, anche se bisogna considerare che Beauvais si trova piuttosto lontano dal centro città. Se trovi un’offerta conveniente, è comunque un’ottima soluzione per risparmiare sul volo.
Come muoversi a Parigi
Se c’è un consiglio che mi sento di dare è questo: usa la metropolitana.
La rete è capillare, permette di raggiungere praticamente ogni quartiere e ci ha fatto risparmiare tantissimo tempo.
Una volta arrivati abbiamo acquistato un carnet di biglietti e ci siamo spostati quasi sempre alternando metro e lunghe passeggiate.
Camminare, infatti, è uno dei modi migliori per scoprire Parigi. Noi abbiamo superato spesso i 30.000 passi al giorno, ma è stato proprio passeggiando che abbiamo scoperto scorci, locali e piazze che non erano nemmeno previsti nel nostro itinerario.
Dove dormire a Parigi
Noi abbiamo soggiornato all’Hipotel Belgrand Edith Piaf, nel 20° arrondissement di Parigi.
La struttura era davvero essenziale e, con il senno di poi, probabilmente investirei qualcosa in più per una sistemazione migliore. Tuttavia aveva un grande vantaggio: l’ingresso della metropolitana era a pochi metri dall’hotel.
Questa posizione ci ha permesso di raggiungere rapidamente tutte le principali attrazioni senza perdere tempo negli spostamenti.
Se stai organizzando il tuo viaggio, ti consiglio di cercare un hotel vicino a una fermata della metro. Anche se non è in pieno centro, ti farà risparmiare tempo e spesso anche denaro.
Il mio consiglio
Se tornassi a Parigi oggi, sceglierei ancora una zona ben collegata dalla metropolitana, ma opterei per un hotel un po’ più confortevole. Dopo giornate da 30.000 passi, rientrare in una camera accogliente fa davvero la differenza.
Le attività che ti consiglio di prenotare a Parigi
Se stai organizzando il tuo viaggio, alcune attrazioni meritano di essere prenotate in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Durante il nostro soggiorno abbiamo capito che programmare alcune visite permette di risparmiare tempo e godersi la città con più tranquillità.
🗼 Biglietto per la Torre Eiffel (meglio se con accesso prioritario).
🚤 Crociera sulla Senna con i Bateaux Mouches, perfetta al tramonto.
🖼️ Ingresso al Museo del Louvre, con opzione salta la fila.
🎨 Biglietto per il Musée d’Orsay, uno dei musei che mi è piaciuto di più.
🚶 Tour guidato di Montmartre, ideale per scoprire la storia del quartiere.
🏰 Escursione alla Reggia di Versailles, se hai un giorno in più a disposizione.
🚌 Tour panoramico in autobus Hop-on Hop-off, comodo se è la tua prima visita a Parigi.
🍷 Tour gastronomici e degustazioni, per conoscere la cucina francese oltre ai classici bistrot.
Giorno 1: Montmartre, Sacré-Cœur e Moulin Rouge

Il nostro viaggio a Parigi è iniziato nel pomeriggio. Dopo l’atterraggio a Beauvais, il trasferimento in bus fino a Porte Maillot e la metropolitana per raggiungere l’hotel, abbiamo lasciato i bagagli in camera e siamo usciti subito per iniziare a esplorare la città.
La prima tappa non poteva che essere Montmartre, uno dei quartieri più iconici e caratteristici di Parigi.
Appena arrivati ci siamo diretti verso la Basilica del Sacré-Cœur, che domina la città dall’alto della collina. Da qui si gode una splendida vista sui tetti di Parigi ed è il luogo perfetto per iniziare a respirare l’atmosfera della capitale francese.
Passeggiando tra le sue stradine abbiamo trovato artisti di strada, piccoli bistrot, negozi di souvenir e quell’atmosfera un po’ bohémien che rende Montmartre così famoso.
Attenzione alla truffa dei braccialetti
Proprio nei pressi del Sacré-Cœur ci è capitato l’unico episodio spiacevole del viaggio.
Alcune persone hanno cercato di fermarci con la scusa di regalarci un braccialetto, per poi chiedere insistentemente del denaro.
Per fortuna ci eravamo già informati su questo tipo di truffa e abbiamo semplicemente continuato a camminare senza fermarci.
Non lo racconto per spaventare, ma perché è un piccolo accorgimento che può evitare situazioni fastidiose. Per il resto ci siamo sempre mossi tranquillamente e non abbiamo avuto altri problemi durante il soggiorno.
Passeggiata fino al Moulin Rouge

Dopo aver visitato Montmartre siamo scesi a piedi fino al celebre Moulin Rouge.
Vederlo dal vivo è stato curioso: è sicuramente uno dei simboli di Parigi, anche se dal vivo appare più piccolo di come lo si immagina nelle fotografie.
La serata si è conclusa con una pizza in un ristorante italiano della zona. Se devo essere sincera, però, oggi sceglierei senza dubbio un locale francese: Parigi offre una cucina internazionale incredibile e nei giorni successivi abbiamo mangiato molto meglio.
Il mio consiglio
Se hai ancora energie dopo il viaggio, dedicare il primo pomeriggio a Montmartre è un’ottima scelta. È un quartiere che si visita con calma, senza un itinerario preciso, lasciandosi guidare dalle sue stradine. È stato il modo perfetto per iniziare a conoscere Parigi.
Giorno 2: Notre-Dame, Quartiere Latino, Louvre e Centre Pompidou

Il secondo giorno è stato uno dei più intensi del viaggio. Abbiamo alternato alcuni dei monumenti più famosi di Parigi a quartieri ricchi di atmosfera, camminando tantissimo e fermandoci solo per gustare una tipica galette bretone.
Notre-Dame
La mattina abbiamo raggiunto Notre-Dame, uno dei simboli della città.
Quando l’abbiamo visitata, nell’aprile del 2022, la cattedrale era ancora interessata dai lavori di restauro dopo il devastante incendio del 2019. Non abbiamo quindi potuto ammirarla in tutto il suo splendore, ma anche circondata dalle impalcature riusciva a trasmettere tutta la sua imponenza.
Tornando a Parigi oggi, sarebbe sicuramente una delle prime tappe che rifarei per poterla vedere finalmente restaurata.
Passeggiata nel Quartiere Latino
Da Notre-Dame abbiamo proseguito verso il Quartiere Latino, una delle zone che ci è piaciuta di più.
Tra librerie, bistrot, piccole piazze e studenti universitari, l’atmosfera è molto diversa rispetto ai grandi boulevard. È un quartiere perfetto da vivere senza fretta, passeggiando tra le vie e fermandosi ogni tanto ad osservare la città.
Proprio qui ci siamo fermati a pranzo per assaggiare una galette bretone, una delle specialità francesi che ci sentiamo di consigliare.
Il Pantheon

A pochi minuti a piedi si trova il Pantheon, uno dei monumenti che mi ha fatto pensare immediatamente a Roma.
Pur essendo molto diverso dal Pantheon romano, mi ha colpito ritrovare un edificio con lo stesso nome in un’altra grande capitale europea. È stata una delle prime volte in cui ho iniziato a percepire quel legame che, durante il viaggio, mi avrebbe fatto associare spesso Parigi a Roma.
Il Louvre… solo dall’esterno

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il Museo del Louvre.
Qui abbiamo fatto una scelta che oggi probabilmente cambierei: non siamo entrati nel museo.
Avevamo poco tempo a disposizione e abbiamo preferito dedicarlo alla visita della città. Abbiamo quindi ammirato la celebre piramide di vetro, passeggiato nel grande cortile e scattato qualche fotografia, rimandando la visita interna a un viaggio futuro.
Se ami l’arte e hai quattro giorni a disposizione, il mio consiglio è invece quello di prenotare il biglietto con anticipo e dedicare almeno qualche ora al museo.
Centre Pompidou
L’ultima tappa della giornata è stata il Centre Pompidou.
Qui è successa una scena che ancora oggi ricordiamo con il sorriso.
Mio marito è un grande appassionato di arte contemporanea e avrebbe potuto trascorrere l’intera giornata all’interno del museo. Io, invece, dopo diverse ore, iniziavo ad accusare la stanchezza e non vedevo l’ora di uscire.
Diciamo che abbiamo avuto idee leggermente diverse sui tempi della visita… ma fa parte dei ricordi più divertenti del viaggio.
La serata si è conclusa con una cena a base di sushi nei dintorni del museo, prima di rientrare in hotel.
Aggiornamento: al momento della stesura di questo articolo, il Centre Pompidou è chiuso al pubblico per un importante intervento di ristrutturazione. La riapertura dell’edificio principale è prevista nel 2030.
Se desideri visitarlo, ti consiglio di verificare eventuali aggiornamenti sul sito ufficiale prima della partenza: www.centrepompidou.fr
Il mio consiglio
Se hai solo quattro giorni a disposizione, cerca di non concentrare troppi musei nella stessa giornata. Noi abbiamo preferito vivere Parigi alternando monumenti, quartieri e passeggiate, una scelta che rifaremmo senza dubbio.
Giorno 3: Torre Eiffel, Arco di Trionfo, Champs-Élysées e Le Marais

Se chiudo gli occhi e ripenso a Parigi, questa è probabilmente la giornata che mi torna subito in mente.
È stata intensa, piena di chilometri percorsi a piedi, ma anche ricca di alcuni dei luoghi più belli della città.
La Torre Eiffel
Abbiamo iniziato la giornata dalla Torre Eiffel, il simbolo indiscusso di Parigi.
Non avevamo prenotato il biglietto online e abbiamo dovuto fare un po’ di coda prima di salire. Col senno di poi, è una delle cose che organizzerei meglio.
Una volta arrivati in cima, però, l’attesa è stata completamente ripagata.
Vedere Parigi dall’alto è stata un’emozione difficile da descrivere. Da lassù ci si rende davvero conto di quanto la città sia enorme e di quanto sia elegante il suo disegno urbano.
Il mio consiglio è di prenotare il biglietto con qualche settimana di anticipo, soprattutto se viaggi in primavera o in estate.
Dall’Arco di Trionfo agli Champs-Élysées
Dopo la Torre Eiffel ci siamo spostati verso l’Arco di Trionfo.
Anche in questo caso non siamo saliti sulla terrazza panoramica: la fila era davvero lunga e abbiamo preferito proseguire il nostro itinerario.
Da qui abbiamo iniziato a percorrere gli Champs-Élysées, probabilmente il viale più famoso di Parigi.
Tra negozi, caffè e palazzi eleganti, è una passeggiata piacevole anche se, personalmente, l’ho apprezzata più per l’atmosfera che per lo shopping.
Petit Palais e Pont Alexandre III

Lasciandoci alle spalle gli Champs-Élysées abbiamo raggiunto il Petit Palais.
Anche senza visitare il museo, vale la pena fermarsi ad ammirarne l’architettura e il bellissimo cortile interno.
Poco distante si trova il Pont Alexandre III, che secondo me è uno dei ponti più belli di tutta Parigi.
Decorazioni dorate, lampioni eleganti e una splendida vista sulla Senna lo rendono uno dei punti più fotografati della città.
Una pausa ai Jardin des Tuileries
Dopo tante ore passate a camminare avevamo davvero bisogno di fermarci.
Ci siamo seduti sulle famose sedie verdi dei Jardin des Tuileries, uno dei ricordi più belli del viaggio.
Eravamo così stanchi che per poco non ci siamo addormentati sotto il sole.
È uno di quei momenti semplici che, a distanza di anni, ricordo quasi più dei monumenti.
A volte un viaggio non è fatto solo di attrazioni famose, ma anche di piccole pause come questa.
Passeggiata serale nel Marais

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Le Marais, uno dei quartieri che ci è piaciuto di più.
Le sue stradine, le piazzette piene di tavolini all’aperto e l’atmosfera vivace ci hanno conquistati fin da subito.
Ci siamo fermati a passeggiare senza una meta precisa, osservando la vita del quartiere e godendoci una Parigi diversa da quella dei grandi monumenti.
È una zona che consiglio assolutamente di inserire nell’itinerario, soprattutto verso sera.
Il mio consiglio
Se hai quattro giorni a disposizione, cerca di non avere fretta. Questa è stata una delle giornate più lunghe del nostro viaggio, ma anche una delle più belle proprio perché ci siamo concessi il tempo di sederci in un parco, passeggiare senza una meta e vivere la città oltre le sue attrazioni più famose.
Giorno 4: Musée d’Orsay, crociera sulla Senna e l’ultima serata a Parigi

L’ultimo giorno pieno a Parigi lo abbiamo dedicato a un mix perfetto tra arte, relax e una delle esperienze che consiglio di più a chi visita la città per la prima volta.
Musée d’Orsay
La mattina siamo entrati nel Musée d’Orsay, uno dei musei che aspettavo con più curiosità.
È stata una bellissima scoperta. Oltre a ospitare una straordinaria collezione di opere impressioniste, il museo è ricavato all’interno di una vecchia stazione ferroviaria e questo lo rende affascinante già di per sé.
Non posso fare un confronto con il Louvre, perché durante questo viaggio lo abbiamo ammirato solo dall’esterno. Posso però dire che il Musée d’Orsay mi è piaciuto moltissimo e, se tornassi a Parigi, sarebbe sicuramente una delle visite che rifarei.
La crociera sulla Senna

Nel pomeriggio abbiamo deciso di concederci una crociera sulla Senna a bordo dei Bateaux Mouches.
È stata una delle esperienze più rilassanti del viaggio.
Dopo giorni passati a camminare senza sosta, vedere Parigi dall’acqua ci ha regalato una prospettiva completamente diversa. Durante la navigazione si ammirano alcuni dei monumenti più famosi della città, tra cui la Torre Eiffel, il Louvre, il Musée d’Orsay e Notre-Dame.
Non avevamo prenotato in anticipo: abbiamo acquistato i biglietti direttamente sul posto senza particolari difficoltà. Se però viaggi in alta stagione o vuoi evitare possibili attese, ti consiglio di prenotare prima della partenza.
Secondo me è un’esperienza che vale assolutamente la pena fare.
Passeggiando tra le vie del Marais

Terminata la crociera, non avevamo nessuna voglia di rientrare in hotel.
Abbiamo continuato a passeggiare fino a Le Marais, uno dei quartieri che più ci ha conquistati durante il soggiorno.
Ci siamo ritrovati in una piazzetta piena di tavolini all’aperto, con persone che chiacchieravano, cenavano e si godevano il clima mite della sera. È uno di quei momenti che difficilmente si programmano, ma che finiscono per diventare tra i ricordi più belli di un viaggio.
Ultima sera a Parigi
Per l’ultima sera abbiamo deciso di provare qualcosa di diverso dalla cucina francese e siamo entrati in un ristorante tibetano.
È stata una piacevole sorpresa.
Ricordo ancora una zuppa davvero ottima, una di quelle cene semplici che, senza grandi aspettative, finiscono per lasciare un bel ricordo.
Ripensandoci oggi, una delle cose che mi ha colpito di Parigi è proprio la varietà della sua offerta gastronomica. Oltre ai piatti tipici francesi, abbiamo trovato ristoranti provenienti praticamente da ogni parte del mondo.
Il mio consiglio
Se hai qualche ora libera, non cercare di riempirla con un’altra attrazione. Passeggia senza una meta precisa, siediti in una piazza, entra in un bistrot o concediti una crociera sulla Senna.
Sono proprio questi momenti che, almeno per noi, hanno reso il viaggio ancora più speciale.
Ultime ore a Parigi prima del rientro

Il nostro volo di rientro era nel pomeriggio, quindi abbiamo deciso di sfruttare anche le ultime ore in città.
Prima di lasciare Parigi siamo tornati a Notre-Dame. Era uno dei luoghi che ci aveva colpito di più e volevamo rivederlo un’ultima volta prima della partenza.
Da lì abbiamo raggiunto nuovamente il Quartiere Latino, dove ci siamo fermati a pranzo in un ristorante indiano. È stato il modo perfetto per concludere il viaggio: senza fretta, passeggiando ancora una volta tra le vie di uno dei quartieri che avevamo apprezzato di più.
Dopo pranzo abbiamo recuperato i bagagli e ripercorso il tragitto dell’andata: metropolitana fino a Porte Maillot e poi bus navetta per l’aeroporto di Beauvais, da dove siamo ripartiti per Roma.
Col senno di poi, sono contenta di non essere andata direttamente in aeroporto. Quelle ultime ore ci hanno permesso di salutare Parigi con calma e di goderci ancora un po’ la sua atmosfera.
Parigi mi ha ricordato Roma

C’è una sensazione che mi ha accompagnata per tutto il viaggio e che non mi aspettavo.
Passeggiando per Parigi mi è capitato più volte di pensare a Roma.
Naturalmente sono due città molto diverse, ognuna con una propria identità e una storia unica, ma in diversi momenti ho ritrovato un’atmosfera familiare.
Il Lungosenna mi ha ricordato il Lungotevere, con il fiume che attraversa la città e i ponti che collegano le due sponde. Anche il Pantheon e l’Arco di Trionfo mi hanno fatto riflettere su quante affinità culturali esistano tra queste due grandi capitali europee.
Non a caso Roma e Parigi sono legate da un gemellaggio esclusivo, celebrato dal celebre motto:
“Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi.”
È una frase che avevo già sentito in passato, ma è stato solo visitando Parigi che ne ho compreso davvero il significato.
Un’altra curiosità che ho scoperto riguarda i musei civici: grazie agli accordi tra le due città, i residenti di Roma possono accedere gratuitamente ai musei comunali di Parigi e, allo stesso modo, i residenti di Parigi possono visitare gratuitamente i musei civici di Roma.
È un piccolo dettaglio che racconta ancora meglio il legame speciale tra queste due città.
Cosa rifarei e cosa farei diversamente
Dopo quattro giorni intensi, ci sono alcune cose che rifarei senza alcun dubbio e altre che, con l’esperienza di oggi, organizzerei in modo diverso.
Cosa rifarei
✅ Salire sulla Torre Eiffel.
✅ Fare una crociera sulla Senna.
✅ Visitare il Musée d’Orsay.
✅ Passeggiare senza una meta tra le vie di Le Marais.
✅ Concedermi una pausa ai Jardin des Tuileries.
Cosa farei diversamente
❌ Prenoterei in anticipo la Torre Eiffel.
❌ Dedicherei almeno mezza giornata al Louvre.
❌ Sceglierei un hotel un po’ più confortevole.
❌ Mi fermerei un giorno in più per visitare con calma alcuni quartieri meno turistici.
Le mie impressioni su Parigi

Prima di partire avevo aspettative molto alte e, nel complesso, non sono state deluse.
Parigi è una città elegante, ricca di storia e con un patrimonio artistico straordinario. Allo stesso tempo è una città viva, con ritmi frenetici, quartieri molto diversi tra loro e una sorprendente varietà culturale.
Ci sono stati anche alcuni piccoli aspetti meno positivi, come la truffa dei braccialetti a Montmartre o qualche incontro non particolarmente cordiale. Tuttavia, sono episodi che non hanno condizionato minimamente il nostro viaggio.
Quello che porterò sempre con me sono le lunghe passeggiate lungo la Senna, il panorama dalla Torre Eiffel, le pause nei parchi, le serate trascorse nel Marais e la sensazione di trovarmi in una capitale che, per certi aspetti, mi ha fatto sentire quasi a casa.
Domande frequenti su Parigi in 4 giorni
Quattro giorni sono sufficienti per visitare Parigi?
Sì, quattro giorni sono un ottimo compromesso, soprattutto se è la tua prima volta in città. In questo tempo puoi visitare le principali attrazioni, come la Torre Eiffel, Notre-Dame, Montmartre, il Louvre, il Musée d’Orsay e gli Champs-Élysées, concedendoti anche una crociera sulla Senna e qualche passeggiata nei quartieri più caratteristici.
Qual è il periodo migliore per visitare Parigi?
Secondo la nostra esperienza, la primavera è uno dei periodi migliori. Noi siamo stati a Parigi a fine aprile e abbiamo trovato temperature piacevoli, giornate lunghe e parchi bellissimi. Anche l’autunno è un’ottima stagione per visitare la città.
Come ci si sposta a Parigi?
Il modo migliore è utilizzare la metropolitana, veloce e capillare, alternandola a lunghe passeggiate. Molte delle principali attrazioni si trovano a poca distanza l’una dall’altra e camminare permette di scoprire scorci che altrimenti si perderebbero.
Conviene salire sulla Torre Eiffel?
Assolutamente sì. La vista dall’alto è una delle esperienze più emozionanti del viaggio. Il nostro consiglio è di prenotare il biglietto con anticipo per evitare lunghe code, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
È meglio visitare il Louvre o il Musée d’Orsay?
Dipende dai propri interessi. Durante il nostro viaggio abbiamo visitato il Musée d’Orsay, che ci ha conquistati sia per le opere esposte sia per la splendida sede ricavata da una vecchia stazione ferroviaria. Il Louvre, invece, lo abbiamo ammirato solo dall’esterno: un motivo in più per tornare a Parigi.
Vale la pena fare una crociera sulla Senna?
Secondo noi sì. La crociera a bordo dei Bateaux Mouches è stata una delle esperienze più belle del viaggio e permette di ammirare molti dei monumenti più famosi da una prospettiva completamente diversa.
Dove conviene dormire a Parigi?
Più che scegliere un quartiere specifico, consigliamo di cercare un hotel vicino a una fermata della metropolitana. Noi alloggiavamo nel 20° arrondissement e, pur non essendo in pieno centro, ci siamo spostati facilmente grazie alla metro.
Parigi è una città sicura?
Durante il nostro soggiorno ci siamo sempre sentiti tranquilli. L’unico episodio spiacevole è stato un tentativo di truffa dei braccialetti nei pressi del Sacré-Cœur, una situazione piuttosto nota tra i turisti. Basta non fermarsi e continuare a camminare. Per il resto abbiamo visitato la città senza particolari problemi.
Conclusioni

Parigi era una città che desideravamo visitare da tempo e, nonostante qualche piccolo imprevisto, è riuscita a conquistarci.
Quattro giorni ci hanno permesso di vedere i suoi luoghi simbolo, passeggiare tra quartieri molto diversi tra loro e vivere momenti che ricordiamo ancora oggi con piacere: la vista dalla Torre Eiffel, la pausa ai Jardin des Tuileries, la crociera sulla Senna e le serate nel Marais.
Se stai organizzando il tuo primo viaggio a Parigi, spero che il nostro itinerario possa esserti utile per costruire il tuo. E, se hai qualche giorno in più, ancora meglio: Parigi è una città che merita di essere vissuta con calma.
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