
Questo itinerario di 7 giorni in Puglia nasce da un viaggio che abbiamo fatto a settembre e che, ancora oggi, rifaremmo quasi identico.
Siamo arrivati ad Alberobello intorno a mezzanotte e mezza, molto più tardi del previsto. Una telefonata di lavoro aveva ritardato la partenza da Roma e, dopo diverse ore di macchina, pensavamo solo a fare il check-in e andare a dormire.
Invece è successa una cosa che non avevamo programmato.
Abbiamo lasciato le valigie nel trullo e siamo usciti a fare due passi. Le stradine erano quasi deserte, i trulli illuminati da una luce soffusa e il silenzio rendeva tutto ancora più suggestivo. Non eravamo nella zona più famosa, quella dove si concentra la maggior parte dei visitatori, ma in una parte più tranquilla del paese. È stato il modo migliore per iniziare il nostro viaggio in Puglia.
A distanza di anni, questo itinerario è uno di quelli che rifarei quasi identico. In una settimana siamo riusciti a vedere alcuni dei luoghi più belli della regione, alternando borghi bianchi, città d’arte e spiagge dal mare caraibico, senza avere la sensazione di correre continuamente da una tappa all’altra.
C’è solo una cosa che cambierei: la notte trascorsa in una grotta a Matera. Ve ne parlerò più avanti, perché è stata un’esperienza particolare che, personalmente, non rifarei.
Se state organizzando un viaggio in Puglia di 7 giorni e cercate un itinerario realistico, facile da replicare e basato su un’esperienza vissuta, in questo articolo trovate il percorso che abbiamo seguito, i luoghi che ci sono rimasti nel cuore e qualche consiglio su cosa farei diversamente oggi.
Il nostro itinerario di 7 giorni in Puglia
Questo è l’itinerario di 7 giorni che abbiamo seguito durante il nostro viaggio in Puglia. Più avanti nell’articolo trovate il dettaglio di ogni tappa, con consigli pratici e tutto quello che c’è da sapere per organizzare un viaggio simile.
Giorno 1 – Alberobello
Partenza da Roma, arrivo in tarda serata e passeggiata tra i trulli illuminati.
Giorno 2 – Alberobello, Locorotondo e Cisternino
Intera giornata dedicata alla scoperta della Valle d’Itria.
Giorno 3 – Monopoli e Polignano a Mare
Visita delle due località affacciate sulla costa adriatica.
Giorno 4 – Lecce e Gallipoli
Mattinata a Lecce e trasferimento a Gallipoli nel pomeriggio.
Giorno 5 – Gallipoli
Giornata dedicata alla visita del centro storico e a un po’ di relax al mare.
Giorno 6 – Punta Prosciutto e Santa Maria di Leuca
Escursione tra una delle spiagge più belle del Salento e l’estremo sud della Puglia.
Giorno 7 – Matera
Visita di Matera con pernottamento e rientro verso Roma il giorno successivo.
Le nostre basi
Le strutture in cui abbiamo soggiornato non sono tutte disponibili su Booking. Per questo motivo vi propongo alcune alternative molto simili, con ottime recensioni nelle stesse località .
Alberobello (3 notti)
Alternativa consigliata → Trulli Holiday Albergo Diffuso
Gallipoli (3 notti)
Alternativa consigliata → B&B Finestra Sul Mare
Matera (1 notte)
Alternativa consigliata→ La Corte Vetere – Terrazza Sui Sassi
Giorni 1 e 2: arrivo ad Alberobello e scoperta della Valle d’Itria

Dopo il lungo viaggio del giorno precedente, ci siamo finalmente svegliati nel nostro trullo. Era la prima volta che ne vedevo uno anche dall’interno e devo ammettere che l’effetto è davvero particolare. Dormire in un trullo è una di quelle esperienze che, secondo me, vale la pena fare almeno una volta nella vita.
La nostra camera, però, si trovava proprio sotto il tetto conico del trullo. L’ambiente era molto caratteristico, ma anche piuttosto raccolto e, soffrendo un po’ di claustrofobia, non mi sono sentita completamente a mio agio. I nostri amici, che avevano una stanza al piano terra, si sono trovati decisamente meglio. Se state pensando di vivere questa esperienza, il mio consiglio è di verificare in anticipo la tipologia di camera assegnata, soprattutto se preferite ambienti più spaziosi.
Alberobello

Abbiamo dedicato la mattinata ad Alberobello, uno dei simboli della Puglia e uno di quei luoghi che, almeno una volta, andrebbero visti dal vivo.
Passeggiare tra i trulli è un’esperienza particolare. Per quanto li abbia visti decine di volte in fotografia, trovarsi lì è completamente diverso. Le stradine sono curate, le case sembrano uscite da una fiaba e ogni angolo invita a fermarsi per una foto.
Il consiglio che mi sento di dare è di non limitarsi solo alla zona più famosa. Anche le vie meno frequentate hanno un fascino speciale e permettono di assaporare un’atmosfera più tranquilla, proprio come è successo a noi durante la passeggiata della sera precedente.
Un altro ricordo che porto con me è il pranzo. È proprio ad Alberobello che ho mangiato le orecchiette con le cime di rapa più buone della mia vita. A distanza di anni me le ricordo ancora.
Dove dormire ad Alberobello
Se volete usare Alberobello come base per visitare la Valle d’Itria, secondo me è un’ottima scelta. Noi ci siamo fermati tre notti e ci siamo trovati benissimo per raggiungere Locorotondo, Cisternino, Monopoli e Polignano.
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Locorotondo

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Locorotondo, uno dei borghi che mi ha sorpresa di più.
Il centro storico è un susseguirsi di vicoli bianchi, balconi fioriti e scorci curatissimi. Si visita con calma in poco tempo, ma è proprio questo il suo bello: passeggiare senza una meta precisa, fermarsi nelle piazzette e lasciarsi conquistare dall’atmosfera.
Se amate fotografare i borghi, secondo me vale assolutamente una sosta.
Cisternino

Prima di rientrare ad Alberobello abbiamo fatto tappa anche a Cisternino.
Rispetto a Locorotondo l’ho trovato un po’ più raccolto, ma altrettanto piacevole da visitare. Anche qui il bello è camminare senza fretta tra i vicoli del centro storico, osservando i dettagli delle case e respirando quell’atmosfera autentica che accomuna molti dei borghi della Valle d’Itria.
È stata una giornata rilassata, senza lunghe percorrenze in auto, e credo sia stato il modo migliore per iniziare davvero il nostro viaggio in Puglia.
Cosa rifarei
- Dormire ad Alberobello per qualche notte e usarlo come base.
- Visitare Alberobello con calma, senza limitarsi alle vie più famose.
- Inserire sia Locorotondo sia Cisternino nello stesso giorno: le distanze sono brevi e si completano molto bene.
Il mio consiglio
Se volete dormire in un trullo, controllate bene la tipologia della camera. L’esperienza è davvero caratteristica, ma le stanze ricavate nella parte alta, sotto il tetto conico, potrebbero non essere adatte a chi soffre di claustrofobia o preferisce ambienti più luminosi.
Giorno 3: Monopoli e Polignano a Mare
Il terzo giorno abbiamo lasciato per qualche ora la Valle d’Itria per raggiungere la costa adriatica. Era una delle giornate che aspettavo di più e, ripensandoci oggi, è stata anche una delle mie preferite.
Monopoli

La prima tappa è stata Monopoli.
Ricordo soprattutto la passeggiata sul lungomare, il porticciolo con le barche dei pescatori e il centro storico, che si visita piacevolmente a piedi. Per scoprire meglio la città abbiamo scelto anche di fare un giro con il trenino turistico, un modo semplice e rilassante per avere una panoramica generale prima di continuare la visita a piedi.
La parte che mi è piaciuta di più, però, è stata quella affacciata sul mare. Passeggiare lungo le mura, con il blu dell’Adriatico davanti agli occhi, è uno dei ricordi che porto ancora con me.
Secondo me Monopoli merita una sosta, anche se avete poco tempo. Non è una città da visitare di corsa, ma un luogo dove fermarsi a respirare l’atmosfera del porto e concedersi una passeggiata senza fretta.
Polignano a Mare

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Polignano a Mare e, ancora oggi, è una delle località che consiglio più spesso a chi visita la Puglia per la prima volta.
Avevo visto decine di fotografie della famosa scogliera, ma dal vivo è ancora più bella. Il contrasto tra le case bianche costruite a picco sul mare e l’acqua di un azzurro intenso crea uno di quei panorami che difficilmente si dimenticano.
Il centro storico è un susseguirsi di vicoli, terrazze panoramiche e piccoli angoli da cui il mare compare all’improvviso. È uno di quei posti dove viene naturale rallentare, fermarsi a guardare il panorama e fare più soste del previsto.
Pur non essendo scesa fino alla spiaggia di Lama Monachile, la vista dall’alto mi ha conquistata. È uno degli scorci più iconici della Puglia e, secondo me, uno dei motivi principali per cui vale la pena inserire Polignano a Mare nel proprio itinerario.
Se dovessi stilare una classifica personale dei luoghi che mi hanno colpito di più durante questo viaggio, Polignano a Mare sarebbe sicuramente nelle primissime posizioni.
Alla fine della giornata siamo tornati ad Alberobello per trascorrere l’ultima notte nel nostro trullo, pronti il giorno successivo a spostarci verso il Salento.
Cosa rifarei
- Dedicare una giornata intera a Monopoli e Polignano a Mare.
- Passeggiare senza fretta sul lungomare di Monopoli.
- Fermarmi nei punti panoramici di Polignano per godermi il paesaggio.
Il mio consiglio
Se visitate Polignano a Mare in alta stagione, cercate di arrivare la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio. È una delle località più amate della Puglia e nelle ore centrali può essere molto affollata, soprattutto nei punti panoramici.
Giorno 4: Lecce e arrivo a Gallipoli
Dopo tre notti ad Alberobello era arrivato il momento di salutare la Valle d’Itria e proseguire verso il Salento. Lungo il tragitto abbiamo deciso di fermarci a Lecce, una città che aspettavo di vedere da tempo e che, forse più di tutte, è riuscita a sorprendermi.
Lecce

Lecce mi è piaciuta davvero tantissimo.
Passeggiando tra le sue strade ho avuto la sensazione di trovarmi in una città elegante ma allo stesso tempo vivace, ricca di dettagli che catturano continuamente lo sguardo. Le facciate in pietra chiara, le chiese, le piazze e i vicoli del centro storico rendono piacevole camminare senza una meta precisa.
È una città che, secondo me, merita di essere vissuta con calma. Ogni volta che si gira un angolo si scopre una piazza, un palazzo o una chiesa che invitano a fermarsi qualche minuto in più.
Ma c’è un’altra cosa che ricordo benissimo: i pasticciotti.
Era la prima volta che li assaggiavo e me ne sono innamorata al primo morso. Ancora oggi, quando penso a Lecce, uno dei primi ricordi che mi viene in mente è proprio il profumo di questi dolci appena sfornati.
Se amate alternare visite culturali e gastronomia, Lecce è una tappa che non può mancare in un itinerario in Puglia.
Arrivo a Gallipoli

Nel tardo pomeriggio siamo arrivati a Gallipoli, che sarebbe diventata la nostra base per i tre giorni successivi.
Il B&B era semplice, senza particolari lussi, ma pulito e comodo per raggiungere il centro. Per noi era tutto quello che serviva: durante un viaggio come questo l’importante è avere una buona posizione e un posto dove riposarsi dopo giornate trascorse quasi sempre all’aperto.
La sera abbiamo iniziato a respirare l’atmosfera della città con una passeggiata sul lungomare e nel centro storico.
Gallipoli mi ha colpita fin dal primo momento. Nonostante sia una delle località più conosciute del Salento, l’ho trovata piacevole da vivere, con tanti ristoranti, locali e persone che passeggiavano fino a tardi, ma senza darmi la sensazione di essere in un luogo costruito esclusivamente per il turismo.
È stata una di quelle serate in cui non c’è stato bisogno di fare grandi cose. È bastato passeggiare tra le mura della città vecchia, guardare il mare e godersi l’atmosfera.
Dove dormire a Gallipoli
Oltre a essere una delle località più belle del Salento, è un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni e, la sera, offre un centro storico ricco di ristoranti, locali e una piacevole atmosfera.
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Cosa rifarei
- Fermarmi qualche ora a Lecce durante il trasferimento verso il Salento.
- Assaggiare un pasticciotto in una delle pasticcerie del centro storico.
- Scegliere Gallipoli come base per esplorare questa parte della costa.
Il mio consiglio
Se organizzate un itinerario simile al nostro, cercate di arrivare a Gallipoli nel tardo pomeriggio. Dopo il viaggio e la visita di Lecce, una passeggiata serale nel centro storico è il modo migliore per iniziare a conoscere la città .
Giorni 5 e 6: Gallipoli, Punta Prosciutto e Santa Maria di Leuca
I giorni successivi sono stati dedicati soprattutto al mare e alla scoperta del Salento. Dopo i borghi della Valle d’Itria e la visita di Lecce, è stato piacevole rallentare i ritmi e concederci qualche giornata più rilassata.
Avere scelto Gallipoli come base si è rivelata un’ottima idea. Senza dover cambiare nuovamente alloggio, abbiamo potuto raggiungere facilmente alcune delle località che aspettavo di vedere di più, come Punta Prosciutto e Santa Maria di Leuca.
Punta Prosciutto

La spiaggia che mi è rimasta nel cuore, però, è stata Punta Prosciutto.
Ricordo ancora l’acqua: una delle più belle che abbia mai visto. Trasparente, con sfumature che andavano dal turchese al verde smeraldo e un fondale che degrada dolcemente, perfetto anche per chi non ama entrare subito nell’acqua alta.
Non è stata una giornata perfetta sotto tutti gli aspetti. Essendo domenica abbiamo trovato molta gente, il parcheggio è stato un po’ complicato e trovare un posto in spiaggia ha richiesto un po’ di pazienza.
Ma, una volta arrivati sul mare, tutto il resto è passato in secondo piano.
Ancora oggi, se penso alle spiagge della Puglia, la prima immagine che mi viene in mente è proprio quella di Punta Prosciutto.
Santa Maria di Leuca

Un’altra tappa che ricordo con piacere è Santa Maria di Leuca.
È uno di quei luoghi che trasmettono subito la sensazione di essere arrivati in un posto speciale. Il mare, il porto, il lungomare e il panorama rendono questa cittadina molto diversa dalle altre visitate durante il viaggio.
Arrivare fin quasi all’estremità della Puglia è stato emozionante. C’è qualcosa di particolare nel sapere di trovarsi nel punto in cui la terra sembra finire e il mare diventa il vero protagonista del paesaggio.
Secondo me vale assolutamente la pena inserirla in un itinerario di una settimana, anche solo per trascorrere qualche ora passeggiando sul lungomare e godendosi il panorama.
Cosa rifarei
- Scegliere ancora Gallipoli come base per visitare il Salento.
- Tornare a Punta Prosciutto, anche solo per rivedere quel mare.
- Inserire Santa Maria di Leuca nell’itinerario, perché completa perfettamente il viaggio.
Il mio consiglio
Se pensate di andare a Punta Prosciutto in estate, soprattutto nei weekend, cercate di arrivare molto presto la mattina. La spiaggia è molto amata e trovare parcheggio e un posto sulla sabbia può diventare complicato. Una volta arrivati, però, capirete subito perché è così famosa.
Giorno 7: Matera, una città unica… ma la grotta non la sceglierei di nuovo

Prima di rientrare a Roma abbiamo deciso di concludere il viaggio con una tappa che desideravo vedere da tanto tempo: Matera.
È una città diversa da qualsiasi altra abbia visitato. Passeggiando tra i Sassi sembra quasi di fare un salto indietro nel tempo. Le case scavate nella roccia, i vicoli, le scalinate e il paesaggio rendono Matera un luogo davvero unico.
Durante la visita siamo entrati anche in una delle antiche abitazioni tradizionali, quelle in cui un tempo uomini e animali vivevano sotto lo stesso tetto. È stata una delle esperienze che mi ha aiutata a capire meglio la storia della città e le difficili condizioni di vita del passato.
Devo essere sincera: Matera mi è piaciuta, ma probabilmente è stata la tappa che mi ha emozionata meno rispetto ad altre del viaggio. Forse perché dopo una settimana tra il mare del Salento, i borghi bianchi della Puglia e città come Lecce, l’atmosfera di Matera è completamente diversa. È una meta che consiglio di vedere almeno una volta nella vita, ma personalmente non è quella che mi è rimasta di più nel cuore.

L’unica cosa che cambierei senza alcun dubbio riguarda l’alloggio.
Avevamo scelto di dormire in una camera ricavata all’interno di una grotta, pensando di vivere un’esperienza autentica e particolare. Sulla carta sembrava un’idea bellissima.
Nella realtà , invece, non è stata adatta a me.
La stanza era molto umida, completamente scavata nella roccia e senza finestre. La sensazione era quella di dormire sotto tonnellate di pietra e, soffrendo un po’ di claustrofobia, non sono mai riuscita a rilassarmi del tutto. Ricordo perfino un deumidificatore acceso accanto al letto per cercare di rendere l’ambiente più confortevole.
È stata sicuramente un’esperienza diversa dal solito, ma se tornassi a Matera sceglierei una sistemazione tradizionale.
Questo, però, non cambia il giudizio sulla città . Matera è una destinazione che merita assolutamente una visita, semplicemente credo che il modo migliore per viverla non sia necessariamente dormire in una grotta.
Dove dormire a Matera
Che vogliate provare l’esperienza di dormire in una grotta o preferiate una sistemazione più tradizionale, Matera offre strutture per tutti i gusti.
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Cosa rifarei
- Visitare i Sassi con calma, senza fretta.
- Entrare almeno in una casa museo per capire davvero la storia della città .
- Concludere qui un itinerario in Puglia: è una deviazione che vale la pena fare.
Il mio consiglio
Se state pensando di prenotare una camera in una grotta, informatevi bene prima. Molte strutture sono bellissime e curate, ma l’assenza di finestre, l’umidità e gli spazi particolari potrebbero non essere adatti a tutti. Se soffrite di claustrofobia o preferite ambienti luminosi, probabilmente una camera tradizionale vi farà vivere la città con molta più serenità .
Una settimana basta per visitare la Puglia?

Secondo me sì, a patto di non voler vedere tutto.
La Puglia è una regione molto estesa e cercare di visitarla da nord a sud in una sola settimana significherebbe passare più tempo in macchina che nei luoghi che si vogliono scoprire.
Noi abbiamo scelto un itinerario concentrato sulla parte centrale e meridionale della regione, con una piccola deviazione finale a Matera. Abbiamo dormito in sole tre strutture: tre notti ad Alberobello, tre a Gallipoli e una a Matera. Questa scelta ci ha permesso di visitare diversi luoghi senza dover fare e disfare la valigia ogni giorno.
Durante il viaggio abbiamo visto Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Monopoli, Polignano a Mare, Lecce, Gallipoli, Punta Prosciutto, Santa Maria di Leuca e, prima di rientrare, Matera, in Basilicata.
Ripensandoci oggi, rifarei quasi tutto allo stesso modo. Le distanze tra una tappa e l’altra sono risultate gestibili e non abbiamo mai avuto la sensazione di affrontare trasferimenti troppo lunghi o pesanti.
Se state organizzando il vostro primo viaggio in Puglia e amate alternare borghi, città d’arte e mare, questo itinerario è un ottimo compromesso tra ciò che si riesce a vedere e il tempo a disposizione.
Lo rifarei? Assolutamente sì, con una sola modifica

A distanza di qualche anno, questo itinerario è ancora uno dei viaggi che ricordo con più piacere.
Mi è piaciuto perché è riuscito a racchiudere tante anime diverse della Puglia. Nel giro di una settimana siamo passati dai trulli di Alberobello ai vicoli bianchi della Valle d’Itria, dalle scogliere di Polignano a Mare al barocco di Lecce, fino al mare incredibile del Salento. E, prima di tornare a casa, abbiamo aggiunto anche Matera, una città unica nel suo genere.
Non ho mai avuto la sensazione di correre troppo. Le tappe erano ben distribuite e scegliere poche basi ci ha permesso di goderci il viaggio senza dover cambiare hotel ogni sera.
L’unica cosa che cambierei riguarda il pernottamento a Matera. Visitare la città è stata una bellissima esperienza, ma oggi sceglierei una camera tradizionale invece di una grotta. Per il resto, rifarei questo itinerario quasi identico.
Se state organizzando il vostro primo viaggio in Puglia, credo che questo percorso sia un ottimo compromesso tra mare, borghi, città d’arte e buona cucina.
A chi consiglio questo itinerario?
Secondo me è perfetto per:
- le coppie che vogliono alternare relax e visite culturali;
- chi visita la Puglia per la prima volta;
- gli amanti dei borghi storici e dei centri storici da esplorare a piedi;
- chi sogna un mare cristallino senza rinunciare a città ricche di storia;
- gli appassionati di fotografia, perché ogni tappa offre scorci completamente diversi.
Lo consiglierei un po’ meno, invece, a chi viaggia con bambini molto piccoli. L’itinerario è assolutamente fattibile, ma prevede diversi spostamenti in auto e tante passeggiate tra centri storici, spesso con salite e stradine in pietra.
Le cose che mi sono rimaste nel cuore

Se ripenso a quella settimana in Puglia, ci sono alcune immagini che mi vengono subito in mente.
La passeggiata tra i trulli illuminati poco dopo mezzanotte, quando Alberobello era quasi deserta.
Le orecchiette con le cime di rapa mangiate ad Alberobello, ancora oggi le migliori che ricordi.
La vista di Polignano a Mare dall’alto, con le case bianche affacciate sulla scogliera.
Il primo morso a un pasticciotto nel centro di Lecce.
Le passeggiate serali tra le vie di Gallipoli.
E poi Punta Prosciutto.
Nonostante la spiaggia affollata e qualche difficoltà nel trovare parcheggio, è il mare che ricordo meglio di tutto il viaggio. Ancora oggi è una delle acque più belle che abbia mai visto.
Sono proprio questi piccoli ricordi che, secondo me, rendono speciale un viaggio. Non solo i monumenti o i luoghi famosi, ma anche quelle sensazioni che continuano a tornarti in mente a distanza di anni.
FAQ sull’itinerario di 7 giorni in Puglia

Qual è il periodo migliore per fare questo itinerario?
Noi siamo partiti a settembre e, col senno di poi, lo rifarei nello stesso periodo. Le temperature erano ancora perfette per il mare, ma senza il caldo intenso di agosto. Anche i borghi e le città erano piacevoli da visitare.
Conviene cambiare hotel ogni notte?
Secondo me no.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più di questo viaggio è stato proprio aver scelto poche basi. Abbiamo dormito tre notti ad Alberobello, tre a Gallipoli e una a Matera. In questo modo abbiamo evitato di fare e disfare continuamente le valigie e ci siamo goduti molto di più ogni tappa.
Qual è stata la tappa che mi ha sorpresa di più?
Probabilmente Lecce.
Mi aspettavo una città bella, ma non immaginavo che mi avrebbe colpito così tanto. Passeggiare tra le sue piazze, le chiese barocche e i vicoli del centro storico è stata una delle esperienze più piacevoli dell’intero viaggio.
Qual è stato il mare più bello?
Senza dubbio Punta Prosciutto.
Nonostante la spiaggia fosse molto affollata e trovare parcheggio non sia stato semplicissimo, l’acqua era spettacolare. Ancora oggi è una delle spiagge più belle che abbia mai visto.
Vale la pena dormire in un trullo?
Sì, almeno una volta.
Dormire in un trullo fa parte dell’esperienza di un viaggio in Puglia. L’unico consiglio che mi sento di dare è di controllare bene la tipologia della camera: se soffrite di claustrofobia, potrebbe essere più comodo scegliere una stanza al piano terra.
Consiglio di dormire in una grotta a Matera?
Personalmente no.
Visitare Matera è stata una bellissima esperienza e la consiglio senza esitazioni, ma oggi sceglierei una sistemazione tradizionale. La nostra camera era molto umida e completamente scavata nella roccia: un’esperienza particolare, ma non adatta a tutti.

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